MANGIATUTTO, LA MUSICA INGORDA


Recensire “Mangiatutto", disco d’esordio del gruppo omonimo, in fondo è facile. Scrivi che è un lavoro geniale, sorprendente, (forse la proposta musicale più interessante uscita da Savona negli ultimi anni), e non sbagli.
Anzi, a ben vedere l’aggettivo sorprendente è fuori luogo, perché chi ha visto questo collettivo musicale dal vivo, non poteva aspettarsi altro che un disco speciale. Le versioni live di questi brani hanno qualcosa di magico e trascinante. Sensazioni che l’ottimo lavoro in studio è riuscito a catturare. Così ascolti le tracce e ti sembra di assistere allo show strampalato di un’armata Brancaleone, fatta però di ottimi musicisti. I Mangiatutto sono la sintesi del genio di Talking Heads e Gong, della freschezza di certe melodie brasiliane, della sregolatezza di “Elio” (ma quello dei primi dischi). Detto che la band è composta da una striscia di ragazzi di cultura raffinata e forte personalità, una menzione particolare la meritano il cantante Michele Fanni, una specie di “folletto” autore di tutti i testi (mai banali) e il chitarrista Elia Bertolazzi , talentuoso creatore di originali ballate e intrecci sonori. Grande il lavoro di studio di Giulio Farinelli.

La performance dal vivo al Raindogs: un successo

Un assaggio del disco lo troverete nel video "Gelati" sul web da pochi giorni. Tutte le tracce sono convincenti e coinvolgenti. Ma se dovessi scegliere tre “perle” punterei su “Saraghi”, “Ceffi” e “Seduction”. Spettacolare l’arpeggio finale di “Massi”, con chiaro richiamo ai Genesis.
In conclusione i Mangiatutto hanno confezionato un piccolo gioiello che merita la platea nazionale. Difficile ascoltare oggi nel nostro Paese qualcosa di altrettanto originale.

I Mangiatutto

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