Valuh, la fotografa in rosa




Chi è Valentina? Valentina, 23 anni. Abito in Liguria coi piedi e nel mio mondo rosa e scintillante con il cuore. Credo nella magia e nell'unione fra donne. Fotografo in rosa.

 Come nasce la tua passione per la fotografia?
 La fotografia ha iniziato a stringermi la mano intorno ai miei 12/13 anni, e mi ha portata ad esplorare il mio mondo interiore regalandomi la possibilità di renderlo tangibile anche all'esterno. Ho iniziato con il fotografare ossessivamente qualunque cosa e poi, al passo con il mio sviluppo personale, il mio stile si è sempre più indirizzato verso i miei valori e la mia estetica.

Quali sono state fin qui le soddisfazioni maggiori della tua carriera professionale?
Potrei parlare di belle occasioni, eventi a cui esporre il mio ultimo progetto, presentazioni. Ma sarei bugiarda se a questa domanda non rispondessi “la fiducia che hanno riversato in me le ragazze che hanno partecipato al mio ultimo progetto Sorelle di Corpo”. Questo, senza dubbio. Essermi sentita utile per qualcuno, a modo mio.

Parlaci della tuo ultimo progetto fotografico?
Si chiama “Sorelle di Corpo”. È un progetto femminile collettivo ed inclusivo. Volevo creare un posto sicuro, al di là della realtà quotidiana, che potesse congiungere con tutte le altre ogni ragazza che nel momento della vita in cui dovrebbe sentirsi più in fiore, non riesce a liberare se stessa dai propri macigni. E questi macigni derivano da traumi diversi, ma dentro di noi assumono tutti la stessa forma: diventano gabbia. “Sorelle di Corpo” nasce affinchè, grazie al confronto e alla solidarietà, ognuna di noi sappia che è giunta l’ora di girare la chiave nella serratura. Senza avere più scuse. È imparare a volare. “Sorelle di corpo” spiega il paradosso per il quale riusciamo a sentirci contemporaneamente tutte diverse e tutte uguali. È percezione del senso di appartenenza.

Perché hai sentito il bisogno di dare un taglio sociale al tuo lavoro?
Sicuramente la mia missione nasce dal mio vissuto. Anch’io non mi sono sentita libera per molti anni, anch’io tutt’oggi faccio fatica ad apprezzare la mia immagine e a mantenere l’equilibrio. Trovo che sia necessario che l’arte abbia un cuore, che voglia arrivare in un posto preciso quando si mostra. Io vorrei poter arrivare a tutti, a chiunque si sia sentito inadatto, a qualunque persona necessiti di trovare ancora il giusto amore per se stessi. Vorrei poter arrivare a tutti, cosicché tutti si possano sentire rappresentati, meno soli, più supportati.
Quali progetti hai per il futuro?
Per il futuro sto già imbastendo le fila della prossima edizione del progetto “Sorelle di Corpo”: desidero e sto lavorando sodo affinché possa diventare una realtà più grande e sempre più variegata. Per l’estate 2020 ci saranno dunque sicuramente grandi novità e una nuova tappa del progetto. Nel frattempo, colgo ogni occasione di scambio, confronto, collaborazioni, crescita. Non posso prevedere nulla, ma dentro di me sento che debbano succedere ancora molte cose belle e significative.

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