ELSO CANTA L'ADDIO






Come nasce il tuo nome d’arte?
Elso è il nome di mio nonno, lui non c’è più e mi ha lasciato tanto. Tutto quello che sono lo devo a lui e non posso permettermi di dimenticarlo. Ogni volta che qualcuno mi chiama così è un po’ come se me lo riportasse in vita per un attimo. 

A che genere musicale ti senti di appartenere?
Mi piace tanto il pop, molto moltissimo l’elettronica e mi piace provare a miscelare queste due cose.

Come nascono i tuoi brani?
Ogni volta che mi si spezza il cuore nasce una canzone.
Ogni volta che me lo aggiustano non vedo l’ora si rompa per scriverne altre, finché mi regge la pompa scrivo.

É appena uscito il nuovo singolo “Addio”, ce ne puoi parlare?
Addio è un brano che parla di una quasi ex coppia consapevole di quello che sta per succedere. Lui ci spera ancora, lei è convinta che non può andare avanti. Dire addio non è facile, riceverlo ancora meno. Io però l’addio po patisco molto di più quando lo sento dire, perché entrano in gioco meccanismi difficili da gestire, gelosia, rabbia, si diventa insicuri, ci si vede brutti. L’amore è un gioco e bisogna essere sportivi, io non ho ancora imparato bene le regole.


Qual é stato il concerto più importante fino ad ora?
È difficile da rispondere perché ogni concerto mi ha dato molto, suonare in casa (a Savona) o a Torino (che posso considerare una seconda casa) è sempre magico, ricevo molto affetto. Ho visto posti bellissimi come l’eremo di Molfetta, ho suonato in posti in cui avevo le aspettative sotto ai piedi e si sono rivelati concerti paurosi. 

Che progetti hai per il futuro?
Uscirà un ep a inizio 2020 e vorrei ripartire con le date, vorrei suonare ovunque e riprendere a fare le cose con la passione che avevo qualche tempo fa.

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